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La Specie

LE SPECIE

Tratto da: "Il punto sulla beccaccia" di Silvio Spanò - Editoriale Olimpia 1993

LA BECCACCIA EUROPEA

La beccaccia europea è scientificamente nota col nome a lei assegnato ancora dal primo sistematico, Carlo Linneo che, nel 1758, la chiamò Scolopax rusticola, nome che etimologicamente significa "palo puntuto (skolops) abitante le campagne (rusticola)" (Moltoni, 1946).

Fa parte di una unica specie, assai variabile morfologicamente, diffusa in tutta l'Eurasia e parte dell'Africa settentrionale.

Più esattamente, mentre in Europa nidifica fin oltre il Circolo Polare, in Asia indicativamente non oltrepassa il 60° lat. Nord (nella taiga dello Yenissei, Siberia, è stata osservata a 63° 10' lat. Nord ma non a 64° 20'; Bourski . 1990).

I limiti meridionali di nidificazione, piuttosto definiti in Europa, sono meno certi altrove.

 

In particolare, senza interessare l'Africa settentrionale, si spingono tuttavia alle Isole Azzorre, Madera e Canarie; in Europa tali limiti passano a sud dei Pirenei, Corsica, Italia settentrionale (a livello dell'Appennino tosco-emiliano, tranne casi eccezionali, v. più avanti), Balcani (Monti Rhodope in Bulgaria), nelle regioni del Mar Nero, nel Caucaso, Armenia, Turkestan russo e cinese, Tibet settentrionale e risalgono verso i contrafforti orientali dell'altipiano Mongolo, continuando fino al Giappone (Malhié, 1978; Fraguglione, 1983; Kiseleva e Bassilana, 1989).

Ovviamente all'interno di tale immenso territorio la nidificazione avviene nelle zone adatte.

I limiti meridionali dell'area di svernamento oscillano tra i 10° (in Asia) e i 30° lat. Nord in Africa settentrionale; nei paesi mediterranei, sverna in Algeria, Marocco, Tunisia, Baleari, Corsica, Sardegna, Sicilia, buona parte delle penisole italiana e iberica, Francia, Jugoslavia, Albania, Grecia, Asia Minore; ma poi un po' tutti i paesi circummediterranei e del Mar Nero, soprattutto lungo la fascia costiera. Cionondimeno Libia ed Egitto sono frequentati da contingenti assai modesti.

All'Ovest il limite di svernamento è dato dalle coste atlantiche europeee e nordafricane del Marocco; non è certo che beccacce migratrici raggiungano le Canarie, Madera e le Azzorre dove la beccaccia è sedentaria (Fraguglione, 1983).

Anche nelle isole britanniche esistono popolazioni praticamente sedentarie, cui si aggiungono quelle continentali svernanti.

Fraguglione (1974) riporta i casi, in verità piuttosto rari, di beccacce trovate nelle isole atlantiche dell'estremo Nord (oltre all'Islanda, le Spitzberg) e quelli, eccezionali, di beccacce europee reperite in Groenlandia (due volte. nel 1906 e nel 1940-42) e sul continente nordamericano (Vaurie, 1965).

Evidentemente tali casi estremi si riferiscono a uccelli fuorviati e trasportati da particolarissime condizioni atmosferiche.

Tutte le beccacce appartengono alla famiglia degli Scolopacidi (insieme a chiurli, gambette, totani, beccaccini ecc.).

LE SPECIE AFFINI

Oltre alla S. rusticola esistono specie affini, appartenenti allo stesso genere (Scolopax) e perlopiù sedentarie in grosse isole:

- Scolopax mira Hartert; beccaccia dell'isola Amami (Giappone);

- S. saturata Horsfield: beccacia di Giava, con due sottospecie entrambe di montagna, una delle isole di Giava e Sumatra (S. s. rosembergii Schlégel);

- S. celebensis Riley: beccaccia di Celebes, con due sottospecie (celebensis Riley e heinrichi Stresemann);

- S. rochussenii Schlégel: beccaccia delle Molucche (Isole Obi);

- S. minor Gmelin: beccaccia americana migratrice, che sostituisce la nostra nell'America settentrionale (sovente ascritta a un genere a parte Philohela);

- Scolopax bukidnonensis , descritta da pochi anni nelle Filippine

Qui di seguito tutte le specie e/o sottospecie di beccacce note nel mondo, riprodotte rispettando le proporzioni relative.

Come si vede dalle immagini le differenze sono soprattutto legate alla colorazione del dorso, all'assenza di barrature sulle parti inferiori e alla lunghezza del becco (Hayman et al., 1991, modificato e rifatto da M. Pesce).