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Fondazione e storia...

L’Assemblea Costituente del Club si tenne a Ravenna il 5 luglio 1975 ed espresse il seguente Consiglio Direttivo:

Presidente onorario:
 
Enrico Benedetti Roncalli
Presidente
Ettore Garavini 
Vicepresidenti: Vincenzo Celano e Giorgio Gramignani 
Segretario-Tesoriere
Mario Marzilli 
Consiglieri
: Giulio De Cecco, Armando Diaz della Vittoria, Giancarlo Gatteschi, Ludovico Honorati, Silvio Spanò, Camillo Valentini, Gian Lorenzo Vezzosi
Sindaci: Gastone Ferri, Guglielmo Pepe Marconi, Filippo Petti
Probiviri: Vito Meterangelo, Giuseppe Silipigni, Francesco Trivellato

Come si vede vi comparivano nomi di personaggi prestigiosi nel mondo della caccia, non solo come notorietà, ma soprattutto come rappresentanza di una generazione di fortissimi cacciatori, Signori nell’animo, di molti dei quali oggi resta solo un nostalgico e doveroso ricordo.
Senza dimenticare Carlo Lessona, Alessandro Malenchini, Giuseppe Mazzotti, Giovanni Pellegrino, Sergio Tesei e i molti altri, alcuni tuttora parte attiva del Club, che non vogliamo ricordare singolarmente per non rischiare imperdonabili dimenticanze!

Nella sua riunione di Firenze del 4 ottobre 1975 il Consiglio nominò Soci onorari l’allora Presidente Del Club National des Bécassiers francese Louis Guizard, nonchè Charles Fadat allora Presidente aggiunto dello stesso Club e attualmente ancora nostro Socio onorario.
Già dall’analisi dello statuto approvato da quella Assemblea e praticamente rimasto tal quale, tranne piccolissimi ritocchi, fino ad oggi, nonché dalle garanzie che vengono richieste per potersi iscrivere al nostro sodalizio, si potrebbe dedurre un profilo del Socio del Club della Beccaccia.
Tuttavia ci preme sottolineare ulteriormente che il nostro “sparuto” manipolo di innamorati della Regina del Bosco si caratterizza per:

a) Essere il Club della BECCACCIA e NON dei BECCACCIAI!
b) 
Tenere in poco conto il numero delle tessere (qualità, non quantità; pochi, ma buoni…possibilmente): infatti siamo sempre stati nell’ordine di alcune centinaia (intorno a 500);
c) Evitare di farci coinvolgere da altre importanti Associazioni del settore, con il rischio di perdere l’indipendenza e la libertà di dire “la nostra”!
d) Tenere in primaria considerazione la conservazione della specie e il rispetto per i singoli individui di beccaccia (in fondo non rompere il nostro splendido “giocattolo” con le nostre stesse mani per una mal intesa ed eccessiva passione!), non approfittando quindi di tutte quelle situazioni contingenti che possono farne una preda troppo facile perché defedata;
e) Contrastare le nostre inconfessabili libidini di grossi carnieri in cambio di un elegante e discreto approccio: anche laddove consentito non dovremmo mai superare 3-4 uccelli al giorno! (meglio due);
f) Partecipare con entusiasmo alla raccolta dei dati utili alle diverse iniziative di ricerca;
g) Accettare di buon grado le limitazioni utili ad una gestione prudenziale della specie;
h) Rispettare il nostro cane più di noi stessi.

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